Come ben sappiamo le World Series of Poker 2010 si sono appena concluse con la vittoria nel Main Event di Texas Hold’em di Jonathan Duhamel, ovvero il primo Canadese nella storia di questo fantastico sport a laurearsi campione del mondo. Tanto di cappello a Jonathan. Ma c’è qualcuno che ricorderà questo final table per parecchio tempo ovvero il pro Michael Mizrachi.
Certo un quinto posto di tutto rispetto per Michael, ma che comunque lascia l’amaro in bocca visto come ad un certo punto si era configurato il torneo: Michael chip leader del torneo con pieno possesso del tavolo finale. Stiamo qui parlando di un pro di Texas Hold’em di lungo corso con in possesso quello che a molti giovani pro dell’online manca: esperienza e sangue freddo. Personalmente, ma mi sento di poter parlare per buona parte della comunità di Texas Hold’em, mi aspettavo sicuramente qualcosa di più da Michael, come minimo l’heads up finale.
Le mani sotto accusa
Dopo aver conquistato la chip lead, ed eliminato Matt Jarvis in ottava posizione il gioco di Michael è stato impeccabile e costituito da continui rilanci sui giocatori più passivi, che gli hanno fruttato diversi uncontested pots. Ed è proprio il deviare da questa strategia che ha segnato l’inizio della fine per il giocatore di Full Tilt Poker il quale ha deciso di chiamare una 3dbet di John Racener per 9.8 milioni di chips in più rispetto al suo rilancio di 2.5 milioni: scelta molto discutibile, in particolare considerato l’atteggiamento finora avuto al tavolo dello stesso Racener. A8 per Mizrachi e AK per Racener e per una volta una situazione di dominio nel Texas Hold’em regge e Michael vede il suo stack leggermente ridotto.
Duhamel temerario
Ma è la call fatta dal futuro campione la mano più discussa di questo final table: dopo un reraise all’all-in di Mizrachi il giocatore canadese pensa abbastanza per poi decidere per un call per tutte le sue chips con in mano A9 per scoprire Michael con in mano 33. A9 vincono il flip e Michael ridotto a short stack per 28.4 mln. Analizzando questa mano di Texas Hold’em, probabilmente il rilancio di Michael all’in con 33 ci sembra eccessivo, sia perché effettuato subito dopo aver perso un colpo, sia perché nei confronti di un avversario abbastanza loose e sia perché la sua situazione di chips era ancora fortissima: avrebbe sicuramente dovuto aspettare ed evitare di forzare troppo la mano con una coppia di 3, ovvero mano ad alto rischio di trovarsi dominata.
Dopo aver perso anche questo colpo Michael verrà poi eliminato dallo stesso Duhamel il quale aveva fatto slow play con AA e ha trovato Mizrachi con Q top pair. A volte anche i migliori giocatori di Texas Hold’em perdono la testa ma di sicuro non sarebbe dovuto accadere ad un giocatore del calibro di Michael Mizrachi, in particolare durante il final table del Main Event delle World Series of Poker.
Tags: Michael Mizrachi, wsop 2010








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