pubblicità

Lo strano caso di Mario Adinolfi parte 2

Mario Adinolfi e le parole che "non" ha detto (parte 2)

Mario Adinolfi e le parole che "non" ha detto (parte 2)

Dall’intervista dunque sembrerebbe che l’ingaggio di Adinolfi da parte di FT sarebbe una pura e semplice operazione di marketing, più o meno come l’ingaggio di Party Poker di Giancarlo Fisichella, le cui abilità pokeristiche sono all’incirca come quelle del sottoscritto nel guidare una monoposto…..praticamente nulle.

Testimonianze

Diverse testimonianze parlano però di un Adinolfi valido e competente al tavolo da gioco, in grado di leggere situazioni e comportarsi di conseguenza. Di certo non uno dei Top Players italiani, ma neanche il novellino che sembra trasparire dall’intervista. Dove la verità stia non lo sappiamo proprio. Ma probabilmente quello che più mi lascia basito è il secondo dei quesiti posti nella prima parte di questo articolo, ovvero il fatto che la sponsorizzazione di un giocatore italiano e residente in Italia arrivi da una Poker Room .com, ovvero non legale nel nostro paese.Cash Game

Come voi tutti sapete ai cittadini italiani è concesso solamente giocare sulle piattaforme .it, ovvero tutte le Poker Rooms autorizzate AAMS, che dunque pagano ingenti tasse per la loro licenza. Io stesso mi ricordo bene, anzi benissimo, quando durante la scorsa estate sono stato costretto ad abbandonare forzatamente pokerstars.com, dove praticavo la mia specialità preferita, ovvero il cash game, per trasferire tutto su pokerstars.it, come previsto dal regolamento.

Ho dunque dovuto re inventarmi una carriera, divenendo un giocatore di Sit and Go che sicuramente prima non ero, e dovendo rinunciare a giocare ai limiti a cui ero abituato su stars. Quindi anche io mi sento abbastanza preso in giro da una notizia del genere, in cui un cittadino italiano, e addirittura un personaggio pubblico al di fuori del mondo del poker, segni un contratto con una Poker Room non legale nel nostro paese che gli garantisce non solo di giocare al di fuori del fisco italiano, ma anche una disciplina da noi non legale, come appunto il cash game. Pazienza se Adinolfi avesse voluto giocare cash su Full Tilt, come molti giocatori tutt’ora fanno, ma una cosa è farlo “di soppiatto” e una cosa sbandierarlo ai quattro venti.

Poi può darsi che non abbia mai giocato una singola mano di cash game, non sono su Full Tilt ma in tutta la sua vita, ma questo non conta nulla. Quello che conta è che ancora una volta per noi giocatori italiani il rispetto delle regole è un semplice dettaglio. Questo è il nostro paese, che lo vogliate oppure no.

Tags: , , ,

I commenti per questo post sono chiusi.