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Questione di approccio

Quale approccio usare?

Quale approccio usare?

Nel Texas Hold’em, in particolare nella modalità di gioco a torneo o Sit and Go, avere un approccio al gioco di tipo logico e razionale è molto importante ai fini del risultato finale. Nelle modalità suddette infatti il gioco non differisce di così tanto ad altre tipologie di giochi mentali come gli scacchi, backgammon, la dama etc.. Il Texas Hold’em in particolare, come tutte le altre varianti del poker, è un tipo di gioco ad informazione incompleta al contrario per esempio degli scacchi, tipico gioco ad informazione completa. Ovvero nel Texas Hold’em dobbiamo prendere le nostre decisioni in base ad un set di informazioni incompleto, dal momento che le carte che abbiamo la possibilità di vedere sono solo alcune, o nessuna. Negli scacchi invece nessuna informazione ci è nascosta.

Logical thinking process

Ciò che dobbiamo fare dal primo istante in cui ci sediamo ad un tavolo di Texas Hold’em fino al momento il cui alziamo il nostro posteriore da quella maledetta sedia è avere un approccio mentale improntato alla logicità. Vogliamo ponderare e valutare ogni comportamento del nostro avversario cercando di ricondurlo ad un particolare ragionamento, stessa cosa vogliamo poi fare con le nostre azioni, che devono essere determinate proprio seguendo tale tipo di approccio.

Mai lasciarsi trasportare dall’istinto o da considerazioni “assolute”, ovvero incuranti delle dinamiche in cui vengono prese. Attenzione perché non sto parlando di tilt. Così come il tilt anche l’approccio logico può essere causato da una serie di bad beat, ma è anche possibile che la mancanza di questa maniera di ragionare sia assente nel giocatore a prescindere, senza particolari motivazioni.

Ecco cosa mi è capitato

Qualche giorno fa stavo giocando un Heads Up di Texas Hold’em quando la seguente mano è avvenuta. Premetto che il mio avversario era un giocatore molto passivo, che nel corso della partita mi ha contro rilanciato pochissime volte, preferendo invece fare call alla stragrande maggioranza dei miei rilanci. Durante le fasi finali di questo Heads Up, in cui i bui rappresentavano circa 1/15 di ciascuno dei nostri stack, mi ritrovo dal bottone con AJoff e opto per lo standard minraise. A questo punto il mio avversario non ci pensa un secondo e mi manda all in. Se applichiamo un ragionamento logico a questa sua decisione possiamo facilmente vedere come il suo range di mani per questa scelta sia molto limitato: dalla coppia di 9 in su includendo solo AQ e AK. Con altre mani, come KQ, JK, AT, ovvero le uniche contro le quali ero favorito, sicuramente avrebbe optato per un semplice call, vista la sua eccessiva passività. Questo significava realizzare per me che la mia mano non era più buona e di conseguenza foldarla. Non l’ho fatto. Ho callato, e indovinato cosa aveva: AK. Bye bye Lorenzo!

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One Response to “Questione di approccio”

  1. World Series Gentleman says:

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