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<title>BlogdiPoker.it il blog dove tutto è poker &#187; sit and go</title>
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<title>Ancora sul cash game</title>
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<pubDate>Mon, 24 May 2010 14:44:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa settimana voglio parlarvi di una situazione di Texas Hold’em cash game colto comune, che si verifica con maggiore frequenza nelle partite cash rispetto ai classici Sit and Go.
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<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_753" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-753" title="Concetti di cash game" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/05/concetti-di-cash-game.jpg" alt="Concetti di cash game" width="250" height="250" /><p class="wp-caption-text">Concetti di cash game</p></div>
<p>Questa settimana voglio parlarvi di una situazione di Texas Hold’em cash game colto comune, che si verifica con maggiore frequenza nelle partite cash rispetto ai classici <strong>Sit and Go</strong>.</p>
<p>Dovete tenere a mente infatti che il Texas Hold’em in modalità Sit and Go, ovvero l’unica al momento consentita per noi players italici, è un gioco in cui le decisioni cruciali e determinanti per l’esito della partita vengono prese preflop, ovvero quando i bui sono talmente alti rispetto agli stacks che la struttura non permette di giocare dei piatti al flop.</p>
<p>Semplicemente il tutto si risolve in un all in or fold prima del flop.</p>
<p><span id="more-751"></span><strong>La bellezza del cash game</strong></p>
<p>A differenza di ciò il Texas Hold’em cash game è molto più complesso ed articolato, per via del maggior numero di big blinds di cui è composto lo stack di un giocatore.</p>
<p>Questo significa che non è quasi mai possibile fare all in prima del flop, a meno di non trovarsi a giocare solamente contro monster hands, ma che invece è necessario affinare le proprie tecniche di giocatori sul flop, perché è durante questo round di puntate che la mano viene decisa.</p>
<p>E’ infatti il flop a farla da padrona, fornendoci indicazioni sulla forza della nostra mano rispetto a quella del nostro avversario. Ma vi sono delle piccole eccezioni. Supponete infatti di trovarvi a giocare una mano contro un giocatore tight che siete sicuri essere in possesso della mano migliore al flop. Se la puntata di questo giocatore non è eccessivamente alta a volte costituisce giocata a valore atteso positivo effettuare una “weak call”, con la speranza di pescare una carta fortunata al turn.</p>
<p><strong>Implied Odds</strong></p>
<p>Il concetto che sta alla base di questo è appunto spiegato dalle implied odds, ovvero le chips che ci aspettiamo di vincere qualora legassimo una carta favorevole al turn. Attenzione però a non fraintendere quello che vi sto dicendo: quando chiamiamo al turn lo facciamo consapevoli del fatto di essere in possesso della mano peggiore, e lo facciamo pronti a foldare al turn qualora la nostra mano non migliori e il nostro avversario continui a dimostrare forza.</p>
<p>Alcuni giocatori di <strong>Texas Hold’em</strong> hanno infatti la tendenza ad affezionarsi troppo alle proprie carte, e alcuni considerano persino qualunque top pair al pari delle nuts. Pensate un attimo a quanto valore saremmo in grado di estrarre da questi giocatori nel caso legassimo una doppia coppia o un tris al set. Come si dice in questi casi: “il gioco vale la candela”. Ma questa volta è la matematica a dircelo!</p>
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<title>Questione di approccio</title>
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<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 15:13:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel Texas Hold’em, in particolare nella modalità di gioco a torneo o Sit and Go, avere un approccio al gioco di tipo logico e razionale è molto importante ai fini del risultato finale. Nelle modalità suddette infatti il gioco non differisce di così tanto ad altre tipologie di giochi mentali come gli scacchi, backgammon, la [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_641" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-641" title="questione-di-approccio" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/01/questione-di-approccio.jpg" alt="Quale approccio usare?" width="250" height="339" /><p class="wp-caption-text">Quale approccio usare?</p></div>
<p>Nel Texas Hold’em, in particolare nella modalità di gioco a torneo o Sit and Go, avere un approccio al gioco di tipo logico e razionale è molto importante ai fini del risultato finale. Nelle modalità suddette infatti il gioco non differisce di così tanto ad altre tipologie di giochi mentali come gli scacchi, backgammon, la dama etc.. Il Texas Hold’em in particolare, come tutte le altre varianti del poker, è un tipo di gioco ad informazione incompleta al contrario per esempio degli scacchi, tipico gioco ad informazione completa. Ovvero nel Texas Hold’em dobbiamo prendere le nostre decisioni in base ad un set di informazioni incompleto, dal momento che le carte che abbiamo la possibilità di vedere sono solo alcune, o nessuna. Negli scacchi invece nessuna informazione ci è nascosta.</p>
<p><strong>Logical thinking process </strong></p>
<p>Ciò che dobbiamo fare dal primo istante in cui ci sediamo ad un tavolo di Texas Hold’em fino al momento il cui alziamo il nostro posteriore da quella maledetta sedia è avere un approccio mentale improntato alla logicità. Vogliamo ponderare e valutare ogni comportamento del nostro avversario cercando di ricondurlo ad un particolare ragionamento, stessa cosa vogliamo poi fare con le nostre azioni, che devono essere determinate proprio seguendo tale tipo di approccio.</p>
<p><span id="more-640"></span>Mai lasciarsi trasportare dall’istinto o da considerazioni “assolute”, ovvero incuranti delle dinamiche in cui vengono prese. Attenzione perché non sto parlando di tilt. Così come il tilt anche l’approccio logico può essere causato da una serie di bad beat, ma è anche possibile che la mancanza di questa maniera di ragionare sia assente nel giocatore a prescindere, senza particolari motivazioni.</p>
<p><strong>Ecco cosa mi è capitato</strong></p>
<p>Qualche giorno fa stavo giocando un Heads Up di Texas Hold’em quando la seguente mano è avvenuta. Premetto che il mio avversario era un giocatore molto passivo, che nel corso della partita mi ha contro rilanciato pochissime volte, preferendo invece fare call alla stragrande maggioranza dei miei rilanci. Durante le fasi finali di questo Heads Up, in cui i bui rappresentavano circa 1/15 di ciascuno dei nostri stack, mi ritrovo dal bottone con AJoff e opto per lo standard minraise. A questo punto il mio avversario non ci pensa un secondo e mi manda all in. Se applichiamo un ragionamento logico a questa sua decisione possiamo facilmente vedere come il suo range di mani per questa scelta sia molto limitato: dalla coppia di 9 in su includendo solo AQ e AK. Con altre mani, come KQ, JK, AT, ovvero le uniche contro le quali ero favorito, sicuramente avrebbe optato per un semplice call, vista la sua eccessiva passività. Questo significava realizzare per me che la mia mano non era più buona e di conseguenza foldarla. Non l’ho fatto. Ho callato, e indovinato cosa aveva: AK. Bye bye Lorenzo!</p>
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