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<title>BlogdiPoker.it il blog dove tutto è poker &#187; texas hold&#8217;em</title>
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<title>Wsop 2011: evento n. 4  e n.5 no limit texas hold’em e seven card stud</title>
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<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 06:37:48 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[E’ stato il player statunitense , ma di chiare origini italiane, Allen Bari, a vincere dominando questo evento numero 4 delle World Series of Poker 2011, evento di No Limit Texas Hold’em dal buy in di 5000$. L’evento ha visto un totale di 865 entranti, in grado di generare un montepremi di ben 4.065.000$ per [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-920" title="WSOP 2011 eventi 4 e 5" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2011/06/WSOP-2011-chip-medium.jpg" alt="" width="157" height="214" />E’ stato il player statunitense , ma di chiare origini italiane, Allen Bari, a vincere dominando questo evento numero 4 delle <a href="http://www.poker.it/tornei-di-poker/wsop" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">World Series of Poker</span></a> 2011, evento di No Limit Texas Hold’em dal buy in di 5000$. L’evento ha visto un totale di 865 entranti, in grado di generare un montepremi di ben 4.065.000$ per un gettone finale di 874.0116$. L’evento, come sempre accade quando la disciplina è il Texas Hold’em, ha attratto un grandissimo numero di giocatori, tra i quali l’ex campione WSOP Carlos Mortensen e Mike Wattel. Niente da fare per questi ultimi però perché Mr. Bari ha dominato l’evento dalla prima all’ultima mano, non trovandosi mai in discussione per la vittoria finale. Raramente infatti è possibile ricordare un tavolo finale delle World Series così dominato da un giocatore solo: pensate che quando i players rimasti erano 4 il buon Bari era in possesso di ben 2/3 di tutte le chips presenti al tavolo.<span id="more-919"></span></p>
<h3>Il tavolo finale</h3>
<p>Il tavolo finale del torneo poteva vantare solamente un braccialetto WSOP presente, ovvero quello di Farzad Bonyadi mentre l’unico pro di rilievo era Maria Ho, una giocatrice professionista di <a href="http://www.poker.it/texas-holdem" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Texas Hold’em</span></a> di Los Angeles, California, conosciuta al grande pubblico per aver partecipato ad un reality show in onda sul network americano CBS.</p>
<h3>Evento n.5 Seven Card Stud buy in $1500</h3>
<p>Purtroppo per noi giocatori italiano il primo braccialetto di queste WSOP 2011 non è arrivato, in quanto il nostro Alessio Isaia non è riuscito nell’impresa di battere Eugene Katchalov, giocatore statunitense ma di chiare origini russe, diventato il nuovo campione della specialità. Purtroppo il nostro Alessio, uno dei migliori giocatori italiani del momento, dovrà ancora aspettare del tempo prima di poter raggiungere gli altri 4 giocatori italiani già in possesso di un braccialetto WSOP. Pensare che la vittoria era lì a portata di mano quando, nell’Heads Up finale del torneo Alessio era riuscito a guadagnare un notevole vantaggio di chips, ovvero ben 3 volte quelle dell’avversario. Purtroppo per noi giocatori italiani Eugene, che già era risalito incredibilmente da una situazione di netto svantaggio di chip durante il tavolo finale, ha compiuto un secondo vantaggio, portandosi in situazione di parità per poi terminare vincitore del torneo. Il gettone per il Player, la cui specialità è comunque il Texas Hold’em, è di 122.909$ mentre il nostro Alessio deve “consolarsi” con 75.911 biglietti verdi.</p>
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<title>Personaggi legati al texas hold’em, Mike Caro</title>
<link>http://www.blogdipoker.it/personaggi-legati-al-texas-hold%e2%80%99em-mike-caro-20110308</link>
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<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 11:00:07 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Il caso di Mike Caro è veramente curioso: la popolarità di questo indiscusso guru del Poker pare essere inversamente proporzionale a quella del Texas Hold’em e con l’incredibile ascesa di quest’ultimo sentiamo parlare sempre meno di Mad Mike.
Durante tutti gli anni 90 infatti Caro e la sua University of Poker rappresentavano l’autorità per eccellenza nei [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-875" title="Mike Caro" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2011/03/Mike-Caro.jpg" alt="" width="180" height="180" />Il caso di Mike Caro è veramente curioso: la popolarità di questo indiscusso guru del Poker pare essere inversamente proporzionale a quella del <a href="http://www.poker.it/texas-holdem" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Texas Hold’em</span></a> e con l’incredibile ascesa di quest’ultimo sentiamo parlare sempre meno di Mad Mike.</p>
<p><span id="more-874"></span></p>
<p>Durante tutti gli anni 90 infatti Caro e la sua University of Poker rappresentavano l’autorità per eccellenza nei confronti di chi si affacciava per la prima volta verso il mondo del poker, fosse esso Texas Hold’em piuttosto che<a href="http://www.poker.it/regole-del-poker/omaha" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"> Omaha</span></a> o Stud o la variante di Poker preferita da Mike: il draw poker.</p>
<p>Pensate che il capitolo dedicato al Draw Poker di Super System di Doyle Brunson, ovvero la bibbia del Poker, è stato scritto proprio da Mike Caro che ha inoltre contribuito, in quanto matematico e statistico, a tutte le tavole statistiche presenti nel volume. E’ veramente un peccato che al giorno d’oggi, in cui chiunque abbia giocato una mano di Texas Hold’em o vinto un torneo si metta a fare scuola di Poker, il genio di Mike Caro sia così sottovalutato.</p>
<p><strong>La vita di Mike Caro</strong></p>
<p>Per dare l’idea della genialità di questo personaggio basta dire che Mike Caro fu tra i primi che, nel lontano 1990,  ipotizzarono il possibile successo planetario del poker on line: mentre la maggior parte degli allora pro di Las Vegas era estremamente scettica su questa possibile variante cibernetica del Texas Hold’em Mike invece ne vide le possibilità dimostrando con il tempo quanto tutti gli altri avessero torto.</p>
<p>Da citare poi il capolavoro indiscusso di Mike ovvero il “Mike Caro’s book of Poker Tells” ovvero una piccola enciclopedia sui tells fisici del poker live: questo libro ha rappresentato, e rappresenta tutt’ora, il punto di riferimento per tutti quei giocatori di Texas Hold’em live, sia in modalità torneo che cash game, in cui il peso dei tells ha certamente più valore rispetto al poker on line</p>
<p><strong>Lo scarso feeling con i tornei</strong></p>
<p>Di sicuro Mike Caro non ama i tornei e dai suoi scarsi risultati in questa variante di Texas Hold’em, che oggigiorno va per la maggiore, possiamo forse spiegare il motivo della sua popolarità in fase discendente. Pensate infatti che la somma totale vinta da Mike Caro in tornei è di “solo” 150000$, una cifra di tutto rispetto per chiunque altro, ma di sicuro poca cosa per chi frequenta da sempre l’ambiente dei tornei di Texas Hold’em. Mike Caro rappresenta infatti quella <a href="http://www.poker.it/texas-holdem/consigli" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">scuola di Poker</span></a> legata al cash game, a sale da gioco fumose e oscure, in cui un movimento sbagliato o un occhiata rivelatrice possono dire più di qualsiasi altra cosa, odds e outs inclusi.</p>
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<title>La storia del texas hold’em</title>
<link>http://www.blogdipoker.it/la-storia-del-texas-holdem-20110214</link>
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<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 13:35:13 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Robstown, Texas è una città che ogni appassionato di Texas Hold’em dovrebbe visitare, almeno una volta nella vita. Perché è proprio in questo sperduto angolo del Texas che, nei primi anni del 1900, nacque quello che oggi è indiscutibilmente il gioco di carte più popolare e più giocato al mondo: il Texas Hold’em.
Per quasi 70 [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-859" title="La storia del texas hold'em" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2011/02/poker-online.jpg" alt="" width="260" height="173" />Robstown, Texas è una città che ogni appassionato di <a href="http://www.poker.it/texas-holdem" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Texas Hold’em</span></a> dovrebbe visitare, almeno una volta nella vita. Perché è proprio in questo sperduto angolo del Texas che, nei primi anni del 1900, nacque quello che oggi è indiscutibilmente il gioco di carte più popolare e più giocato al mondo: il Texas Hold’em.</p>
<p><span id="more-858"></span></p>
<p>Per quasi 70 anni però questa variante del Poker rimase popolare solo all’interno del Texas, da cui prese il nome, mentre in tutta America impazzava il 7 stud, più simile alla nostra telesina, e il 5 card draw, ovvero il poker classico con tanto di cambio di carte, giocato però utilizzando tutto il mazzo. Fu solo nel 1967 che un gruppo di giocatori Texani decise di tentare la fortuna a Las Vegas, introducendo la loro personale variante di Poker, ovvero il Texas Hold’em: due di quei giocatori rispondevano al nome di Doyle Brunson e Amarillo Slim.</p>
<p><strong>Il primo nome: Hold’em</strong><br />
Nonostante il gioco inizialmente veniva chiamato solamente Hold’em in breve tempo fece fortuna, diventando un in brevissimo tempo la vera attrazione di Las Vegas: i migliori giocatori dell’epoca apprezzarono da subito il Texas Hold’em dal momento che, la possibilità di puntare ben 4 differenti volte lo rendeva un gioco più tecnico rispetto al <a href="http://www.poker.it/regole-del-poker/poker-all-italiana" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">draw poker</span></a>, dove invece si poteva puntare solo due volte. Pensate che durante i primi anni 60 l’unico posto in cui si poteva giocare a Texas Hold’em in tutta Las Vegas era al Golden Nugget, forse il casinò più famoso della storia, di proprietà della famiglia Binion: ma lo scarso appeal della poker room e la presenza di tantissimi giocatori professionisti non aiutarono la crescita del Texas Hold’em.</p>
<p><strong>Here comes the Dunes</strong><br />
Fu invece con la decisione del <a href="http://www.poker.it/blog/lorenzo6tr/dunes" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Dunes, altro celeberrimo casinò di Las Vegas</span></a>, di aprire le porte al Texas Hold’em che il gioco prese veramente piede in città, attirando orde di turisti desiderosi di provare il nuovo gioco e disposti a perdere fior di quattrini, il che attirò a sua volta i migliori professionisti del Nevada, nomi destinati a divenire leggenda. Pensate che, al contrario di quanto si possa pensare, il primo torneo di Poker venne istituito proprio qui, ma dopo un iniziale tentativo andato a vuoto Jack and Benny Binion acquistarono i diritti per questo torneo di poker, che comprendeva anche una sessione di Texas Hold’em, rinominandolo come tutto il mondo lo conosce oggi: World Series of Poker. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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<title>Strip Poker, o quando il texas hold’em fa beneficenza</title>
<link>http://www.blogdipoker.it/strip-poker-o-quando-il-texas-holdem-fa-beneficenza-20110131</link>
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<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 11:32:32 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Che il poker faccia sfondo a tornei di beneficenza è un a cosa risaputa e anche apprezzata, ma che un torneo di strip poker sia stato usato come pretesto per raccogliere indumenti da donare è sicuramente una delle iniziative più originali legate al texas hold’em.
Il torneo di strip poker si è svolto in Florida alcuni [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-854" title="Torneo di strip poker" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2011/01/Torneo-di-strip-poker.jpg" alt="" width="270" height="172" />Che il poker faccia sfondo a tornei di beneficenza è un a cosa risaputa e anche apprezzata, ma che un torneo di strip poker sia stato usato come pretesto per raccogliere indumenti da donare è sicuramente una delle iniziative più originali legate al <a href="http://www.poker.it/texas-holdem" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">texas hold’em</span></a>.</p>
<p><span id="more-853"></span></p>
<p>Il torneo di strip poker si è svolto in Florida alcuni giorni fa ed è stato un vero successo. Il torneo, “Taking It Off for Charity”, si è svolto in un night club e dozzine di giocatori si sono prodigati in favore dell’istituzione di beneficenza St. Francis House and Goodwill Industries International.</p>
<p>Le regole del torneo di strip poker erano molto semplici. Chiunque si fosse trovato al di sotto della media del chip count al momento di piazzare il blind di una nuova mano, avrebbe dovuto donare uno dei suoi indumenti. Per chi cercasse immagini piccanti questo non è stato il torneo ideale visto che lo spogliarello è stato autorizzato fino a livello costume da bagno. A quanto pare durante il torneo sono stati raccolti e donati vestiti e indumenti per un peso di oltre 250 chili.</p>
<p>Negli ultimi anni i tornei di beneficenza legati al poker texas hold’em sono diventati un must anche nei maggiori eventi di poker live. L’evento più famoso è probabilmente l’Ante Up For Africa delle <a href="http://www.wsop.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">WSOP</span></a>. I giocatori di poker si rivelano sempre più generosi e sempre più volonterosi a dividere con i meno fortunati il loro successo.</p>
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<title>Cash Game&#8230;dicevamo&#8230;</title>
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<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 14:35:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il concetto relativo al Texas Hold’em in modalita’ Cash Game che voglio approfondire questa settimana riguarda le puntate effettuate al river, e la differenza tra cash game e modalita’ torneo.  Partiamo dal presupposto di avere in mano le nuts e che il nostro dubbio sia in merito alla puntata da effettuare per poter massimizzare [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-771" title="Sempre sul Cash Game" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/06/17-giu.jpg" alt="Sempre sul Cash Game" width="250" height="250" />Il concetto relativo al Texas Hold’em in modalita’ Cash Game che voglio approfondire questa settimana riguarda le puntate effettuate al river, e la differenza tra cash game e modalita’ torneo.  Partiamo dal presupposto di avere in mano le nuts e che il nostro dubbio sia in merito alla puntata da effettuare per poter massimizzare il valore atteso: vi premetto da subito che la differenza tra cash game e torneo e’ molto marcata.</p>
<p><strong>Texas Hold&#8217;em in modalità torneo</strong></p>
<p>Quando stiamo giocando un torneo di Texas Hold’em il nostro obbiettivo e’ chiaramente quello di fare strada, e di arrivare piu’ lontano possibile, possibilmente vincere.</p>
<p><span id="more-770"></span>La particolare struttura di un toreno di Texas Hold’em fa’ dunque si’ che il valore delle chips sia relativo, piu’ che assoluto, ovvero che e’ meglio avere la certezza che la nostra river bet venga collata piuttosto che no. Quello che veramente conta in un torneo e’ poterci essere. Mi spiego meglio: se effettuiamo una puntata di 100 e sappiamo che ci verra’ chiamata una volta si e una no il nostro valore atteso e’ 50. Se invece sappiamo che una puntata di 40 verra’ sempre chiamata il nostro valore atteso sara’, appunto, 40.</p>
<p><strong>Texas Hold&#8217;em Cash Game</strong></p>
<p>Parlando in termini prettamente matematici e’ dunque preferibile puntare 100, dal momento che il valore atteso di tale puntata supera quello della bet di 40. E nel Texas Hold’em in modalita’ cash game e’ esattamente quello che dobbiamo fare, ovvero puntare un’ ammontare in grado di massimizzare il valore atteso, perche’ sul lungo termine e’ quello che ci entrera’ in tasca. Il torneo non e’ cosi’. Nel torneo il rischio di vedere la nostra puntata di 100 non collata e’ troppo alto, perche’ quando si gioca un torneo di Texas hold’em ogni singola chip assumere un’ importanza capitale, perche’ indispensabile ai fini della nostra sopravvivenza. Siamo quindi disposti a rinunciare ad una parte  di profitto, ovvero la differenza tra i 50 e i 40, in cambio della certezza di vedere la puntata chiamata. In pratica un giocatore di Texas Hold’em in modalita’ torneo tra l’uovo oggi e la gallina domani sceglierebbe l’uovo oggi, perche’ del domani non e’ sicuro. Il giocatore di cash game invece no. Il giocatore di cash game semplicemente sconta in termini di uova il valora della gallina ad oggi, ed in base a questo prende le sue dovute decisioni. Mica scemo&#8230;.</p>
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<title>In cammino verso il Cash Game</title>
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<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 07:23:00 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Forse una delle prime cose che vengono insegnate ad un giocatore di Texas Hold’em è quella di non concedere carte gratis ai nostri avversari: è capitato più o meno a tutti di esasperare uno slowplay, magari concedendo una carta gratis al nostro avversario, per poi vederlo legare scala incastro o colore e portarci via, assieme [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-762" title="Prepariamoci al Cash Game" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/06/0305.jpg" alt="Prepariamoci al Cash Game" width="250" height="250" />Forse una delle prime cose che vengono insegnate ad un giocatore di <strong>Texas Hold’em</strong> è quella di <strong>non concedere carte gratis ai nostri avversari</strong>: è capitato più o meno a tutti di esasperare uno slowplay, magari concedendo una carta gratis al nostro avversario, per poi vederlo legare scala incastro o colore e portarci via, assieme alla stima di noi stessi, tutte le nostre chips.</p>
<p>Da quel momento in poi abbiamo giurato che mai e poi sarebbe più accaduto. Tutto questo è valido per il Texas Hold’em in modalità torneo e sit and go, ma invece non lo è per la nuova sfida che tutti i giocatori italiani si troveranno a dover fronteggiare, ovvero il No Limit Hold’em in modalità cash game.</p>
<p><span id="more-761"></span><strong>Free Cards</strong></p>
<p>Quando siamo gli aggressor in una partita di cash game, magari con in mano AK o QQ, e <span style="text-decoration: underline;">la nostra mano lega top pair top kicker</span>, o comunque ci troviamo con un over pair al flop a volte è consigliabile optare per un check, sia al flop ma ancor’ di più al river, e tutto questo per una serie di differenti motivi.</p>
<p>Ricordate innanzitutto che il gioco in modalità cash game è caratterizzato da stacks molto più deep di quanto sia il torneo di turno, rendendolo un gioco completamente orientato sulle implied odds, ovvero le possibilità di vincere una porzione o tutte le chips che il nostro avversario non ha ancora messo nel piatto.</p>
<p><strong>Ognuno ha le sue ragioni</strong></p>
<p>Proprio per il motivo appena visto a volte <span style="text-decoration: underline;">non vogliamo concedere eccessive odds ai nostri avversari</span>, cercando di mantenere il piatto sotto il nostro controllo, aspetto del Texas Hold’em fondamentale quando si ha una mano buona ma non ottima come top pair top kicker, e non si vuole giocare un piatto eccessivamente grande.</p>
<p>A volte, anche se a noi può non sembrare, <strong>siamo proprio noi ad avere bisogno di una free card</strong>, in particolare quando abbiamo a che fare con avversari che hanno in mano doppia coppia, e quindi, per evitare di subire un check raise al turn che sarebbe molto difficile da fronteggiare, optiamo per un check.</p>
<p>La terza possibilità si ha quando il nostro avversario è un giocatore estremamente aggressivo al quale vogliamo dare, tramite il nostro check e dunque tramite un segnale di debolezza, la possibilità di bluffare e puntare forte al river. Situazione in cui ci troveremo a nostro agio, pronti per una semplice call.</p>
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<title>Cash Game parte 2</title>
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<pubDate>Mon, 10 May 2010 13:04:49 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Continuiamo con questa nuova rubrica parlando di un nuovo concetto connesso al Texas Hold’em in modalità cash game, che, nonostante la sua importanza, a volte non viene preso neppure in considerazione.
Il concetto in questione, sarebbe meglio dire il divieto, vuole metterci ben attenti dal offrire troppa “action” ai giocatori tight e pronti ad intrappolarci. Tale [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_747" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-747" title="cash game parte seconda" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/05/cash-game-2.jpg" alt="Pronti a giocare?" width="250" height="250" /><p class="wp-caption-text">Pronti a giocare?</p></div>
<p>Continuiamo con questa nuova rubrica parlando di un nuovo concetto connesso al Texas Hold’em in modalità cash game, che, nonostante la sua importanza, a volte non viene preso neppure in considerazione.</p>
<p>Il concetto in questione, sarebbe meglio dire il divieto, vuole metterci ben attenti dal offrire troppa “action” ai giocatori tight e pronti ad intrappolarci. Tale particolare categoria di giocatori è infatti presente nei cash game, mentre non esiste nei sit and go, dal momento che l’aumento proporzionale dei bui ne preclude la strategia. Quello che infatti tali giocatori amano fare è aspettare pazientemente di avere una mano fortissima, quasi le nuts, per giocare un piatto.</p>
<p><span id="more-746"></span>Chiaramente non è uno stile di gioco che consiglio. E’ pero uno stile di gioco contro il quale vogliamo prendere delle precauzioni, e comportarci di conseguenza.</p>
<p><strong>La strategia corretta</strong></p>
<p>Quando abbiamo a che fare con questi simpatici giocatori vogliamo dunque portare a casa il maggior numero possibile di piatti piccoli e medi, e fermarci immediatamente quando le dimensioni del piatto che stiamo giocando raggiungono una determinata soglia. Sarà tale soglia appunto a comunicarci di essere non più nel nostro territorio, ma nel loro.</p>
<p>Non varchiamo mai questo confine se non vogliamo uscirne con le ossa rotte. Poco importa se questi giocatori hanno foldato per dieci volte di fila alle nostre puntate: se stanno giocando l’undicesima mano è perché hanno in mano le nuts, e non perché vogliono una rivincita contro di noi.</p>
<p><strong>Foldare mani forti</strong></p>
<p>Ce quasi solo una mano che è corretto giocare contro di loro: le nuts. Se dunque avete in mano AK o JJ e il board recita A69 e questi giocatori, che possiamo definire rocks proprio per via della loro “rocciosità”, continuano a darci azione rendetevi conto il prima possibile di non essere più in possesso della mano migliore. Molto spesso avrete a che fare con 66 o 99: è questo un comportamento difatti molto comune nel Texas Hold’em in modalità cash game, ovvero quello di giocare mani soltanto quando si ha in mano un set, sperando nell’eccessiva aggressività degli avversari.</p>
<p>Tali players si chiamano set miners, ovvero cercatori di set, e vanno evitati come la peste quando si ha il minimo sospetto, perché quando giocano significa che sono “pieni”.Ma fintantoché porteremo a casa i piatti piccoli, e lasceremo perdere quelli grandi, saremo noi a risultare vincitori negli scontri con questi giocatori. Parola di Lorenzo.</p>
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<title>Cash Game</title>
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<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 08:07:37 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Prima o poi, salvo rivoluzioni, il Texas Hold’em in modalità cash game sarà una realtà anche nel nostro amato bel paese, e questo cambiamento porterà con se non poche conseguenze. Il cash game non è il tipo di Texas Hold’em a cui i giocatori italiani sono abituati. Il cash game non è un sit and [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_734" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-734" title="Chips" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/04/26042010.jpg" alt="Chips" width="250" height="250" /><p class="wp-caption-text">Chips</p></div>
<p>Prima o poi, salvo rivoluzioni, il <strong>Texas Hold’em</strong> in modalità cash game sarà una realtà anche nel nostro amato bel paese, e questo cambiamento porterà con se non poche conseguenze. Il cash game non è il tipo di Texas Hold’em a cui i giocatori italiani sono abituati. Il cash game non è un sit and go in cui sappiamo con anticipo la nostra eventuale perdita. Il <strong>cash game</strong> è il terreno in cui i giocatori di Texas Hold’em si fanno le ossa, e molti di loro finiscono con il rompersele. Da oggi e per qualche settimana a venire voglio iniziare una serie di articoli dedicati proprio al famigerato cash game, con lo scopo di evitare ai miei lettori un approccio traumatico con questa modalità di Texas Hold’em, capace si di dare cocenti delusioni, ma anche di regalare grandi soddisfazioni a coloro i quali si avvicinano al gioco in modalità corretta.</p>
<p><strong>Dimentichiamoci i Coin Flip</strong></p>
<p>Una situazione tipica per un giocatore di Texas Hold’em Sit and Go è quella del coin flip, ovvero di trovarsi all in contro una mano di eguale forza della nostra, le probabilità di vincere, e spesso di sopravvivere nel torneo, sono all’incirca le stesse che indovinare l’esito del lancio di una monetina.</p>
<p><span id="more-733"></span>Nei <span style="text-decoration: underline;">Sit and Go</span> appunto a volte il coin flip è inevitabile, e fa parte stessa del gioco. Dimenticatevi tutto nel cash game.</p>
<p>I giocatori di poker con un eccessiva tendenza nel cercare coin flips vedranno il proprio bankroll esaurirsi in un battito di ciglia se seduti ad un tavolo di cash game, dal momento che, quando tutte le chips confluiranno nel piatto pre flop, molto spesso avranno la mano peggiore, di gran lunga peggiore.</p>
<p><strong>La rivalutazione del Flop</strong></p>
<p>Se infatti il Texas Hold’em in modalità Sit and Go è una disciplina in cui viene premiata l’abilità di un giocatore nel prendere le corrette decisioni preflop, il cash game è un gioco in cui è il flop a farla da padrone. E’ infatti sul flop che si decidono i destini di una mano ed emergono le indicazioni più chiare delle carte in mano ai rispettivi giocatori.</p>
<p>Per eccellere in questa disciplina è dunque necessario traslare le proprie abilità, da giocatori di <span style="text-decoration: underline;">Texas Hold’em pre flop a giocatori post flop</span>. Non farlo sarebbe un terribile errore che ci costerebbe caro, molto caro. Ma io sono qua proprio per evitare che questo accada. Alla settimana prossima dunque, con ulteriori consigli e approfondimenti in tema di Texas Hold’em in modalità cash game.</p>
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<title>Saper foldare una mano molto forte</title>
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<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 11:22:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sinceramente non so dirvi se sia una caratteristica del tutto mia o invece comune anche ad altri giocatori di Texas Hold’em, fatto sta che la stragrande maggioranza delle volte mi accorgo dell’importanza di una mano soltanto dopo aver effettuato la scelta sbagliata.
Non fraintendetemi, qualche volta anche a me capita di “prenderci”. Questa settimana vi voglio [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_730" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-730" title="foldare" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/04/foldare.jpg" alt="Come foldare una mano forte" width="250" height="250" /><p class="wp-caption-text">Come foldare una mano forte</p></div>
<p>Sinceramente non so dirvi se sia una caratteristica del tutto mia o invece comune anche ad altri giocatori di <strong>Texas Hold’em</strong>, fatto sta che la stragrande maggioranza delle volte mi accorgo dell’importanza di una mano soltanto dopo aver effettuato la scelta sbagliata.</p>
<p>Non fraintendetemi, qualche volta anche a me capita di “prenderci”. Questa settimana vi voglio parlare di una caratteristica non comune del giocatore medio di Texas Hold’em, ovvero il <span style="text-decoration: underline;">saper foldare una mano forte, molto forte</span>.</p>
<p><strong>La mano in questione</strong></p>
<p>La seguente mano è avvenuta durante un Sit and Go Heads Up con buy in 30 euri, da me giocato qualche giorno fa.</p>
<p>Mi trovo al secondo livello, dunque con bui 15/30, con stacks pressoché invariati rispetto al livello iniziale. Di fronte ho un avversario abbastanza tight, il tipico giocatore tight alle prime armi, con un ROI negativo del 7% negli HU (Dio benedica sharkscope…). Mi trovo OOP con J2s e decido per un check in risposta al suo limp da mazziere per un flop con 34J rainbow ovvero top pair senza kicker, una mano abbastanza buona per il Texas Hold’em HU e decido di uscirmene puntando per una serie di motivi: la tendenza di questo giocatore nel chiamare due o tre puntate con second pair o con un eventuale pocket pair in mano, la possibilità di portare via il piatto subito o di caricare il mio avversario nel caso abbia in mano un eventuale draw, cercare di capire dove stavo nella mano.</p>
<p><span id="more-729"></span>Nel Texas Hold’em HU è infatti consigliabile puntare il più spesso possibile, in modo di avere chiari segnali in merito alla mano dei nostri avversari.</p>
<p><strong>Luck turn&#8230;or not?</strong></p>
<p>Dopo la call del mio avversario mi ritengo molto fortunato quando un secondo J esce al river, regalandomi un tris: a questo punto decido di sparare ancora, e forte, in modo da cercare di massimizzare il mio profitto. <strong>Ancora Call</strong>.</p>
<p>Una Q al river precede la mia puntata finale, di circa 300 chips su un piatto di 400, e volta a dare l’impressione di avere in mano un J o draw mancato, ma a questo punto, e con mia grande sorpesa, il mio avversario tight, decide di rilanciare la mia grande puntata. Un rilancio di questo tipo, fatto contro un J dichiarato da parte mia ed effettuato da parte di un giocatore molto tight, deve essere enormemente rispettato. Se aggiungiamo poi il fatto di non aver praticamente kicker e che ogni mano mediocre come 77, A4, o Q3, <span style="text-decoration: underline;">si sarebbe decisamente limitata a fare call</span>.</p>
<p>Stiamo dunque parlando o di un <strong>bluff o di una monster hand</strong>. Non ritenendo probabile un bluff di questo tipo da parte di un avversario tight come quello che avevo di fronte la scelta che mi rimane è unica: foldare il mio tris di J. Purtroppo ho fatto il contrario, per vedermi mostrato di fronte JT…</p>
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<title>PokerStars.it: Freeroll da 100€ per tutti gli iscritti di Poker.it</title>
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<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 09:01:47 +0000</pubDate>
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<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_715" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-715" title="pokerstars pokerit" src="http://www.blogdipoker.it/wp-content/uploads/2010/04/pokerstars-pokerit.jpg" alt="Il freeroll da 100€ di PokerStars.it e Poker.it" width="250" height="223" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">Il freeroll da 100€ di PokerStars.it e Poker.it</p></div>
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